12 settembre 2005

Tieni il tempo, che non ho tempo

Ho letto le considerazioni di Camilleri sul CdS, e non fanno una grinza: La reazione all'11 Settembre ha fatto piu' vittime civili dell'11 Settembre. E' una verita' tragica. Purtroppo non se ne parla abbastanza, e lo scrive un "difensore" della sacralita' umana legata a quel giorno di sole a New York City. Ma in questi ultimi anni (e non solo quelli di Bush, parlo a partire dalla fine degli anni 70...) ho visto la degenerazione totale della politica e il progressivo, logico distacco dell'uomo comune da essa. Entra in "politica", dunque, non gia' chi intende servire la comunita' che lo elegge, ma colui che intende con ogni mezzo sfruttarla fino a spolparne l'osso e finche' dura la commedia. Vi sembra una considerazione pessimistica? Purtroppo, la famosa frase di Moretti a D'Alema ("Di' qualcosa di sinistra") e' la cosa piu' vera delle politica italiana, mondiale, etc., e va da sinistra a destra passando, per forza, attraverso il centro (a sinistra magari fa piu' impressione, ma la solfa e' la stessa). Allora, che fare? Accettare il riflusso? Chiudersi nell'uomo qualunque? Giammai. Riprendiamoci la politica, ricominciamo,per riprendere un tema di apertura di questo blog, una rivoluzione culturale e dei cuori. Non con le bombe e le stronzate (excuse my French), riaffermiamo la vita per come sappiamo fare. (E anche sul blog, forgive my preaching, ma se ci fossero meno desolanti messaggi anonimi sarebbe un po' piu' incoraggiante). "Ue', sveglia! Il mondo e' ammalato! Ma per colpa di chi? Di chicchiricchichi?"

7 commenti:

MB ha detto...

Il mondo è ammalato. Chi ne conosce la cura?
Don Lorenzo Milani utilizzava come motto della sua scuola di Barbiana, la frase " I care" in forte antitesi al "me ne frego" fascista.
Avere cura.
E' esattamente questa la medicina di tutti i mali del mondo. Avere cura dell'ambiente, avere cura del prossimo, avere cura di se stessi. Sto dicendo una banalità? Me ne rendo conto perfettamente.
Ma se è tanto banale perchè ciò non avviene?
Avere cura della proprietà privata, della propria religione, dei propri interessi, passando sui cadaveri dei poveri, dei realmente bisognosi.
Mi diceva mio nonno: se vuoi riconoscere un povero osserva le sue scarpe. Scarpe lise, consumate, ma piene di dignità. Questo è un povero!
Guerra, terrorismo, inquinamento: tutto è mosso da interessi privati di pochi. Ma è permesso dai "me ne frego" di molti. Riprendiamoci la politica. Scendiamo per le strade, d'asfalto o virtuali, con i poveri della terra e rivoluzioniamo il nostro modo di pensare. La mia casa diventi la tua casa, il mio denaro sia il tuo denaro, il mio cibo sia il tuo cibo, il mio lavoro produca frutti per te.
RIVOLUZIONE quindi, ma di se stessi.
Rispettiamo la dignità dell'uomo e che la festa non abbia mai fine.

pp ha detto...

Grazie, MB. Concordo. A proposito di iniziative ieri un frate francescano ha ricordato che sarebbe bene, anche quando andiamo al supermarket, preferire i prodotti del fair trade: caffe', banane, etc. il cui marchio garantisce guadagni giusti per il coltivatore e non per l'aguzzino che esporta. Questo contribuisce anche a ridurre le attivita' alternative (illecite) cui questi lavoratori finiscono col piegarsi qunadi i guadagni non sono sufficienti (es., coca invece di coltivare caffe'). Una possibilita' e' visitare il sito catholicrelief.org per identificare i prodotti fair trade.

ganesha ha detto...

Non esiste cura per il mondo del terzo millennio che, affidato a mani che tutto sanno fare tranne quello di reggerlo "handle with care", è oscurato da mille angosce.
Non esiste pace, finchè rimarrà prigioniera delle nostre menti come puro e perseguibile ideale.
Finchè la politica, quella suprema, sarà affidata, come direbbe Sepulveda, nelle mani del "guerrafondaio, ubriacone texano", che si fregia di avere lacchè anche e soprattutto nella vecchia Europa e che con inganni e raggiri ha fatto piombare i popoli nell'incubo.
Ci vorrebbe, rubando una frase di Graham Greene, che "la stupidità del mondo sia lavata via da un purificatore temporale"

pp ha detto...

Troppo comodo, cara Ganesha, voler addebitare i mali di questo mondo ad una persona sola, peraltro un' incapace "marionetta nelle mani dei pupari", per parafrasare una bellissima espressione di Frank Rich gia' di 5 anni fa. E purificarci come? Con un assassinio di stato? Per farne persino un martire? Nay!

Io sono con MB, la rivoluzione parte da dentro di noi e deve espandersi a macchia d'olio fino a contrastare i demoni mediatici. Impossibile? Non credo, ma difficile si'. Ma perche' accettare il destino come se fosse immutabile?

Molti anni fa ascoltavamo ghignando Gianni Bella che cantava "Non si puo' morire dentro". Che avesse ragione?

ganesha ha detto...

Chissa' perchè caro pp mi aspettavo da te un commento al mio. Non è comodo, è vero, puntare il dito, ne' mirare a soluzioni estreme quali l'assassinio di stato (ne parli come se fosse facile come schiacciare un chiodo al muro)!
La mia non è rassegnazione, mi baso su ciò che è reale e purtroppo anche a me non piace cio' che vedo. Cosa proporresti tu per far sì che questa rivoluzione interiore, da ideale diventi realtà condivisa in modo che si propaghi a macchia d'olio?

pp ha detto...

Dear,

Non ho la medicina giusta, ma rileggendo l'intervento di MB vedo li' una chiave di lettura della vita che sa di intervento nel quotidiano, in qualcosa che ci cambi di dentro e poi si manifesti all'esterno. Ma c'e' bisogno, poi, di mettere insieme queste individualita', e' vero. Forse potremmo imparare a consumare ognuno un po' di meno? O magari a consumare, ma solo cose che non sono prodotte facendo del male ad altri? Alla fine, i "grandi", cosi' come i medio-piccoli, capiscono solo un linguaggio, ed e' qualsiasi cosa che li tocchi a livello di portafoglio.
Resta comunque irrisolto il problemapiu' grosso: EDUCARE! Molti anni fa ho letto un bel libro di Henri Laborit, che consiglio spassionatamente a chi abbia tempo e voglia (costa poco): La colomba assassinata.(Consiglio anche la visione di Mon Oncle d'Amerique, film di Resnais sulle sperimentazioni di Laborit). E' un libro molto interessante, perche' sviluppa il tema della violenza e dell'aggressivita' intraspecifica (tra uomini, cioe'), e ne cerca le ragioni nel condizionamento cerebrale. Se non ricordo male, proponeva, ad un certo punto, di educare le masse alla comprensione dei meccanismi che regolano la mente. Un'ipotesi suggestiva, e per niente pellegrina.
Cosi', e' un'idea. Mi piacerebbe sentire che ne pensate. Grazie, Ganesha, per lo spunto (e se ti interessa la demolizione progressiva del demone bushiano leggi le colonne di Frank Rich sul NYT on-line la Domenica: FENOMENALI).

faulkner78 ha detto...

ganesha non si smentisce ... ben vengano le belle 'banalità' di mb se poi la ricerca della sofisticazione lessicale e intellettuale deve portare qualcuno a dire stupidaggini gamesha mi ha fatto pensare a giovanni papini futurista che molti anni fa, prima della sua conversione, diceva quanto fosse necessario un buon bagno di sangue per ripulire un po' il mondo dalle sue brutture.
ma il bagno di sangue lo stiamo gia' vivendo cosa chiede quidni gamesha quando parla di un " ... purificatore temporale ... "
dice bene mb coltiviamo il vivere etico rispettiamoci ed educhiamo i nostri figli ... l'unica salvezza del mondo.