12 settembre 2006

ERNESTO

Il 2 Settembre l'uragano Ernesto, ridotto a tempesta tropicale, ha investito l'area metropolitana di New York, con raffiche di vento e pioggia. Due giorni dopo abbiamo fatto una passeggiata nelle foreste che si affacciano sul mare tra Westchester e Long Island. Abbiamo visto diversi alberi sradicati, eccone uno qui con Mario. Il che mi ha portato a pensare a due cose. Questo popolo (Americano) e' davvero abituato a tutto, arrivano gli uragani (o tempeste di neve, o black-out elettrico, o l'11 Settembre di 5 anni fa) e si ricomincia il giorno dopo (anche noi abbiamo avuto il nostro daffare il giorno dopo per ripulire il giardino e persino le linee elettriche). Io non ero abituato, a Bari, a condizioni climatiche estreme (all'idea del terrorismo, in piccola scala, si' pero'). Il secondo pensiero e' che importante aver cura dell'ambiente, delle foreste, etc. e come per tutte le altre cose ci pensi di piu' quando ne perdi una parte. Passeggiando nella foresta di Rye ho pensato immediatamente a quanto devastante questa forza della natura debba essere stata per i tanti animali che ci vivono (cervi, serpenti, gufi, tacchini, varii trampolieri e rapaci, etc.). Invece, nonostante le tante campagne di sensibilizzazione, anche qui l'ambiente e' spesso bistrattato (senza neanche parlare della visione che ne ha l'amministrazione Bush...). Alyson, una dolce signora ultra-cinquantenne che praticamente "vive" a guardiano di questa foresta, ci ha mostrato i vari pacchi di immondizia contenenti bottiglie di coca-cola, lattine, incarti di patatine, e altre cianfrusaglie raccolte da altri visitatori nella laguna marina che bagna queste foreste. Uno spettacolo degradante, ovviamente il risultato di tutto cio' che Ernesto ha scaraventato nelle acque, in ogni caso un segno di morte sicura per tanti animali. La morte di foreste e animali un giorno segnera' anche quella della nostra specie. Meglio rimboccarsi le maniche.

Nessun commento: