31 ottobre 2006

Trick or Treat!

Felice Halloween a tutti!
Specialmente a:

GDI


Lisetta

PP

MB

e, naturalmente, a me...

30 ottobre 2006

Dale Chihuly


Chihuly e' stato, a quanto pare, il primo artista americano del vetro soffiato che ha potuto accedere all'arte dei maestri di Murano. Ha invaso il NY Botanical Garden delle sue creazioni floreali, alcune delle quali hanno galleggiato per diverse settimane nel famoso (per il blog!) stagno con i pesciolini. Ecco qui alcune delle sue creazioni, anche queste fotografate con le nuvole (e la cupola del conservatorio) riflesse nello stagno in una bella giornata di sole.

26 ottobre 2006

USA, Ufficio Semplificazione Assoluta

Ho letto un bell'articolo di Severgnini sul Corriere di oggi. Lo riporto qui, convinto che possa interessare ad almeno un paio di bloggers.

Beppe Severgnini

Girare dieci città d'America per un «book-tour» è divertente, ma massacrante. Un mattino ho conversato amabilmente al telefono con una sveglia automatica, credendola una persona; il giorno dopo ho sbattuto il telefono in faccia a una persona, credendola una sveglia automatica. E' bello però muoversi nella pancia di un Paese, e vedere come funziona: le strade e gli aeroporti, i diners e i caffè, i giornali e la radio, la stupefacente, consolante ripetività delle camere d'albergo: stessi telecomandi, stesso wireless (sia benedetto), stessi cuscini, stesse finestre sigillate, stesse macchine del caffè, stesse cameriere che non parlano inglese, stesso vocabolario (le spese extra si chiamano «incidentals», e quando si esagera richiedono il carro attrezzi). L'America non è quella che, ingannata, s'è impantanata in Iraq; è questo formicaio organizzato, che emette un ronzio piacevole.
Scrivo da Yale, piazzata come un'albicocca nel grigiore di New Haven (Connecticut). E' una delle migliori e più ricche università del mondo (18 miliardi di riserve investite, 23% di ritorno annuo sul capitale!). Non c'ero mai stato prima. E' una fantasia goticheggiante che ricorda Hogwarts, la scuola di Harry Potter: ci sono anche le torri del quidditch e il bunker di Voldemort (la sede di Skull and Bones, la società segreta cui appartengono i due Bush e John Kerry). Qui il formicaio è colto, e le formiche giovani, instancabili e atermiche: a qualsiasi ora, dietro ogni vetro, c'è una ragazzina con le infradito china sul computer, attaccata a internet. Sono queste cose le cose che colpiscono gli italiani: anche quelli che le sanno già. L'America è brusca, tosta, enorme: ma ti mette nelle condizioni di giocarti la partita. La logistica nazionale - trasporti e telecomunicazioni, amministrazione e informazione, commercio e ristorazione - sono semplici e formidabili. Uno può perdere il lavoro, negli Stati Uniti: ma non perché c'è uno sciopero dei treni e poi non riesce a mandare un'email.
A questa semplicità gli italiani trapiantati in America - da cent'anni o da dieci mesi - non sanno rinunciare. Ne conosco a migliaia, dopo trent'anni di viaggi. Dell'Italia amano l'intuizione, la capacità d'improvvisazione, l'imprevedibilità: in vacanza, però. Nella vita quotidiana tutto questo diventa stancante. In Italia avremmo bisogno di USA: Ufficio Semplificazione Assoluta. Ma non lo apriremo. Ogni difficoltà quotidiana - il negozio chiuso, la procedura bizantina, l'aereo in sciopero, la prenotazione impossibile, il wi-fi che non c'è, la ricevuta che non arriva, il docente introvabile - risponde agli interessi o alle pigrizie di qualcuno. Ogni progresso italiano richiede una rivoluzione, e ogni rivoluzione scatena una reazione: del gruppo, della lobby, della professione, del partito, del sindacato. Nessuno in Italia ha tanto potere da cambiare tutto; ma tutti hanno abbastanza per impedire che qualcosa cambi. Non siamo formiche ottimiste, noi. Siamo talponi miopi. Non vediamo che la somma dei nostri egoismi produce l'immobilismo che ormai ci esaspera.
Ho il sospetto che il voto per Berlusconi, dal 1994 al 2006, sia stato in parte motivato da una speranza: agire d'autorità e semplificare il Paese, renderlo più americano nei meccanismi quotidiani. E' andata male (per motivi che non possiamo spiegare qui). Ora la palla è a Prodi: è a lui che si chiede di aver il coraggio che noi non abbiamo, e sbloccare il Paese in cui - come diceva qualcuno - «la linea più breve tra due punti è l'arabesco». Il governo dovrebbe trovare la forza e la fantasia. Per ora, nebbia all'orizzonte. E non lo dico perché sono distante, dall'altra parte del mare.

25 ottobre 2006

LETTERA APERTA A MISTER PARKINSON

Egregio Signore,
non è con piacere che le scrivo questa lettera, ma d’altra parte avrei dovuto parlarle a quattr’occhi, affrontarla di persona, sopportare quel suo subdolo modo di fare che è quanto c’è di peggio per far perdere la pazienza anche ad un santo, figuriamoci a me. Le scrivo, come può notare, col computer, perché la mia calligrafia s’è fatta illeggibile e così minuscola che i miei collaboratori devono usare la lente d’ingrandimento per riuscire a decifrarla…
Perché le scrivo?
E’ presto detto: io ho superato con una certa disinvoltura l’imbarazzo che lei ( l’ho scritto senza maiuscola, non la merita) mi ha creato chiedendo pubblicamente la mia mano ed ovviamente ottenendola. Convivere con un ufficiale inglese a riposo, già condannato nel Punjab per ripetuti tentativi di violenza neurologica su qualunque essere di qualunque specie( le cose si vengono a sapere, come vede…) non è stato facile, la mia è una famiglia è all’antica e non ha apprezzato. MA ORA LEI STA ESAGERANDO, signore, glielo devo dire. Quando è troppo è troppo, e il troppo stroppia!
C’è un proverbio arabo che dice:” Se hai un amico di miele non lo leccare tutto”, INVECE LEI S’APPROFITTA D’OGNI RILASSATEZZA, DELL’ABBASSAMENTO DELLA GUARDIA NELLA BATTAGLIA QUOTIDIANA, ci proibisce di pensare ad altro, contando sulla superficialità con cui io ho affrontato l’insorgere del male… si sa, gli artisti sono farfalloni incoscienti… no, vecchio caprone, non le sarà facile, né con me né con gli altri, la Resistenza è cominciata. Perché, vede, io e i miei fratelli e sorelle malati abbiamo tante cose da fare, una vita da portare avanti meglio di così! D’ora in avanti prometto che starò più attento ai consigli dei miei dottori, e che mi impegnerò maggiormente nell’aiutarli nella raccolta dei fondi necessari per la ricerca. Anzi sul tema della solidarietà mi ci gioco una mano, la mano che, pitturata e serigrafata fa da piedistallo ad una poesia contro di lei, colonnello dei miei stivali, funzionando da incentivo a dare…già, poiché a chiunque faccia un’offerta per la ricerca verrà inviata “ LA MANO” come ricordo e memento…
Siamo in tanti, tante mani si leveranno contro di lei e cercheranno di restituirle colpo su colpo fino a quando non riusciranno ad acchiapparla per la collottola e mandarla all’Inferno cui appartiene, bestiaccia immonda, sterco del demonio, nostra croce senza delizie…
Parola mia, di questo omino per molti un po’ buffo, per altri un po’ patetico, ma che vive il sogno di poterla, un giorno non lontano, prendere a schiaffi.
A mano ferma.
Mi stia male e a non rivederla.


BRUNO LAUZI

20 ottobre 2006

IMAGINE

Ue' blogghisti, where have you been? (Or should I say how have you been?)
Well, qualche giorno fa ero al Botanical Garden nel Bronx (again, what's new?) e al solito ho fotografato, fotografato...Questo bel pesciolino l'ho pescato andare verso una nuvola...riflessa nell'acqua dello stagno. ma a me piace immaginare che volasse tra le nuvole. Che ne pensate? Vi lascia immaginare? Riuscite ad immaginare che immaginando si indovina una buona fetta della vita?

16 ottobre 2006

Nonsolosintomo...


Tra i fossili viventi c'e' infatti anche il Limulus poliphemus, detto anche “granchio a ferro di cavallo” o “horse-shoe crab”. E’ una creatura filogeneticamente antica, tanto che lo si può considerare un “fossile vivente”, che ancora sopravvive sulle coste del Nord-Atlantico (ecco perche' sono riuscito a fotografarne la carcassa nella sabbia umida) e del Giappone. Credo che abbia attraversato anche le acque solcate da eli e MB tanti anni fa. Ogni tanto ne pesco qualcuno, giusto per mostrarlo ai bambini e bagnanti. Non c'e' il salottino, pero'.

NORDWIND - 29 ottobre

Dopo il 29 settembre (vedi foto) un'altra data è prevista per incontrare (o evitare) il Sintomo in concerto. Il 29 ottobre infatti, sempre al Nordwind, c'è una serata Tributo ai Pink Floyd in cui suoneranno 4 band diverse tra cui, udite udite, anche noi.
Inizio alle 21:30, prezzo del biglietto 3,50 € e il Nordwind è sempre al solito posto, a Bari, alle spalle del Cinema Salottino. Mi raccomando non sbagliate entrata!

13 ottobre 2006

Muhammad Yunus

Credo che il Nobel per la pace all'economista Muhammad Yunus sia un segno di speranza e davvero di pace. Ho ascoltato un pezzo della sua intervista con la BBC radio, era impressionante sentirlo raccontare nel suo Inglese fluente di essere partito da 27 dollari per finanziare i "progetti" della gente povera, soprattutto donne: comperare una mucca, acquisire un telefono, etc.

27 dollari... 27 dollari, e un cuore grande quanto la testa di quest'uomo, hanno dato uno schiaffo non solo alla miseria, ma anche ai tronfi pagliacci che credono di regolare le sorti del mondo.

10 ottobre 2006

Il falco


C'e' qualcosa di sinistro, ma anche di fascinoso nel volteggiare del falco. Vola silenzioso, lo distingui nel vento di nuvole plumbee, osserva mentre lo osservo. Caccia e io lo fotografo.

Rye, NY

05 ottobre 2006

Tornano le meduse


sempre affascinanti nei loro movimenti e colori...

03 ottobre 2006

Buongiorno e Auguri


Buon Compleanno Eli :-)

01 ottobre 2006