15 novembre 2005

I Miei Martedì col Professore

"Tutti sanno che si deve morire", ripeté Morrie, "ma nessuno ci crede veramente. Se lo facessimo, agiremmo in modo diverso."
Così non prendiamo sul serio la morte, dissi.
"Proprio così. Mentre c'é un approccio migliore. Ammettere che si deve morire, ed essere preparati in ogni momento. In questo modo ci si può impegnare di più nella vita mentre la si vive."
Come si può essere preparati a morire?
"Facendo come i buddhisti. Ogni giorno avere un uccellino sulla spalla che ti chiede: 'E' oggi il giorno? Sono pronto? Sto facendo tutto quel che é necessario fare? Mi sto comportando come la persona che voglio essere?'"
Volse il capo a guardarsi la spalla, come se l'uccellino ci fosse davvero.
"E' oggi il giorno della mia morte?" domandò.

Tuesdays with Morrie
Mitch Albom

1 commento:

pp ha detto...

Keith Haring nacque in Pennsylvania nel 1958 (un anno buono, dicono). Mori' a New York a soli 31 anni nel 1990, dopo aver regalato il frutto della sua arte a molti (chi non ricorda i suoi famosi "omini"?).
Su uno degli altari di St. John the Divine, ad Harlem (remember mb and eli?)trovai un suo altarino d'argento fatto con tanti omini e un suo scritto che qui riporto, a commento al post di super-eli.

"Now with AIDS I don't really have any dreams any more. Whatever dreams I did have, because of having a completely different view of the future because of being sick, there's nothing I want to do that I haven't done. I won't be disappointed if there's some things that don't get done. Inevitably, no matter how long you work, it's always going to end some time. And there's always going to be things left undone. And it wouldn't matter if you lived until you were seventy-five, there would still be new ideas. There would still be things that you wished you would have accomplished. You could work for several lifetimes. If I could clone myself there would still be too much work to do, even if there were five of me. And there are no regrets, really. Part of the reason that I'm not having trouble facing the reality of death is that it's not a limitation, in a way. It could have happened any time and it is going to happen to someone any time. If you live your life according to that, death is irrelevant. Everything I'm doing right now is exactly what I want to do."

KEITH HARING, May 3, 1989