03 novembre 2005

L'isola dei famosi


La TV in bianco e nero degli esordi si trovava ad affrontare problematiche sociali legate per esempio all'alto tasso di analfabetizzazione della popolazione ed aveva di conseguenza un compito fortemente educativo oltre che di intrattenimento. Ricordo ancora la trasmissione "Non é mai troppo tardi", in cui il maestro Manzi insegnava a leggere e scrivere attraverso il cinescopio del nostro primo televisore (Philco, quello del pianeta Papalla, ndr). E anche quando era una televisione di puro intrattenimento, lo era con un tono di eleganza, di modestia, di discrezione, di educazione.
Forse segnato nell'infanzia da questo tipo di televisione ho dei seri disturbi di stomaco davanti al teleschermo che mi trasmette immagini di illustri sconosciuti a caccia di popolarità che vomitano volgarità dalle loro lingue e con la loro stessa presenza in video. Non li sopporto.
E non sopporto quella forzata fame a cui sono costretti sull'isola, perchè é una fame transitoria, una fame che si tramuta in fama. Tutti i personaggi che vengono fuori dal reality, vincitori o perdenti, acquisiscono poi popolarità nel popolo coglione di teleutenti.
In altri angoli del pianeta, altre situazioni di fame reale, altri individui che non giocano alla sopravvivenza, ma sopravvivono realmente, seppur sotto gli occhi delle telecamere, e che rimangono sconosciuti e ignorati, muoiono. Realmente.
La sopravvivenza per molti é una realta e non uno spettacolo.

5 commenti:

pp ha detto...

MB,

Come vorrei che la tua voce non rimanesse inascoltata, eppure lo sara'. Quello che scrivi e' tragicamente vero, e forse quelli che sono in grado di convenire con te sono, siamo semplicemente dei fortunati. Bizzarro il tempo, distribuisce le esistenze in luoghi e modi di pensare a volte difficili da immaginare. Trent'anni fa non avrei mai creduto che uno come George Bush potesse diventare il Presidente degli Stati Uniti, che Israele avesse bisogno di giustificare la sua esistenza (e che il primo a difenderlo in Italia dovesse essere un ex-missino, shame on the left...), che si dovesse tornare a parlare di guerra globale, e che nel 2005 saremmo stati ancora senza armi terapeutiche contro il raffreddore comune.
L'essenza della TV si racchiude nelle analisi spietate che Frank Rich fa sul New York Times a proposito della (in)cultura di massa in America: Il telespettatore medio accendendo la TV non sa piu' se sta guardando uno show pieno di fandonie che pretendono di raccontare la vita reale, oppure uno show "reale" che mostra esistenze finte. Tutto questo, come puoi immaginare, fa perfettamente il gioco dei potenti di turno, i quali se ne fottono della vita reale della gente, anche di quei coglioni che li hanno votati e sono pronti a votarli di nuovo.

Forse per questo non spendo molto tempo davanti alla TV, o se lo faccio divento selettivo, insomma mi scelgo il tipo di spazzatura a seconda di quanto il mio naso, di dimensioni proverbiali, riesce a sopportare.

pp ha detto...

apropo', come nelle brutte fiabe in cui la cacca viene a galla, si scopre ora (dalle e-mails!) che Michael Brown, l'amichetto di Bush43 nonche' ex-capo (dimissionario...) dei servizi di emergenza americani (FEMA)al momento del disastro Katrina si preoccupava dell'abito da indossare per apparire in TV mentre i poveracci morivano sotto l'acqua...

lavette ha detto...

credo di essere fortunata.
io, non ho mai visto un'isola dei famosi.
se mi dici grande fratello, la prima cosa che penso è ancora "1984".
non so che faccia abbia costantino, e sinceramente non mi interessa.
c'ho messo venti minuti buoni a capire che il termine "tronista" non sta ad indicare una neo corrente politica né filosofica, bensì la condizione privilegiata di alcuni concorrenti dello sputtanamento del dopopranzo.
l'ultima volta che ho visto paolo bonolis presentava bim bum bam insieme a un pupazzo rosa.
dei reality show e dell'incredibile livello di depravazione raggiunto, so quello che leggo sul giornale la mattina, e sinceramente mi basta.
mi basta per vergognarmi profondamente.

nonostante tutto, io mi vergogno.

GDI ha detto...

Ormai si è detto tutto di questa roba e non accennano a diminuirne gli ascolti, quindi la gente se n'è assuefatta e sembra non poterne più fare a meno. La cosa più sconcertante è che stiano facendo presa su gente giovane, da quando sono cominciate queste trasmissioni non mi è mai capitato di vedere i miei seguirne una. Eppure non sono persone di elevato livello culturale, mio padre è in pensione e mia madre casalinga e sarta, soggetto perfetto per questo genere di cose. Quelli che immaginavo i soggetti perfetti per questo genere di trasmissioni non lo sono e scopro tristemente che questi show sono seguiti da miei coetanei e la cosa mi preoccupa molto di più. Di una mamma o una nonna che seguono l'isola, il grande fratello o Fede, beh mi ci faccio un sorriso, una persona che ha messo su famiglia da tanti anni che la mantiene ancora e che fatica ancora come un giovane penso che abbia tutto il diritto di spegnere il cervello e dar sfogo agli istinti da novella 2000.

Mentre è di una tristezza esasperante sentir parlare della Lecciso e Albano, dell'Isola e della talpa da gente che ancora deve costruire il suo futuro, che a 30/35 anni non si è mai fatta sfiorare l'idea di una famiglia e che ragiona come se ogni cosa dovrebbe essere dovuta e la si deve raggiungere nel modo più facile.

Si arriva ad eccessi (ma potrei essere sbagliato io, per carità) che se parli di un sacrificio con gli amici, che so, mettere da parte un po' di soldi per una cosa qualsiasi e limitare qualche cena in pub o pizzerie, ti becchi anche un mare di critiche. Perchè secondo la generazione "De Filippi", a 30 anni, se devi farti la vacanza tanto meritata te la devono ancora i tuoi, mica tocca a te.

Ma un giorno verrà un dittatore che oscurerà tutti i canali e lascerà solo Rai3...

faulkner78 ha detto...

e a propo': ... ma chi caxxo è bambola ramona???????!????

viviamo in un mondo di inutili sconosciuti volgari e ignoranti che hanno un effetto tremendo sui piu' giovani e sottilmente quasi non ce ne accorgiamo siamo sempre piu' circondati da cose e personaggi inutili, ma indispensabili.

e non è un controsenso è la vita di oggi

mio figlio di 5 anni deve aver percepito l'aria che tira in famiglia e pur rifiutando le figurine dei pokemon credo (per le quali gli chiedevo se provasse interesse o meno- non per comprargliele, ma per capire come mai non me le chiedesse) se le è costruite da solo con dei fogli di quaderno, disegnando alla meno peggio le figurine e facendo scrivere dalle sorelle piu' grandi caratteristiche e forza.

che ragazzo!