11 gennaio 2006

Non testato su animali


Dal 14 dicembre 2005 i prodotti cosmetici Coop sono certificati secondo lo Standard Internazionale “Non Testato su Animali”, l’unico disciplinare riconosciuto a livello internazionale in grado di indicare ai consumatori le aziende produttrici di cosmetici che hanno deciso di non contribuire alla sperimentazione animale. Coop è la prima catena distributiva che in Italia ottiene questa certificazione.
La legge europea, dal 2005 vieta di testare i cosmetici (prodotti finiti) su animali, ma fino al 2013 è ancora consentito testare su animali i singoli nuovi ingredienti. Negli anni passati sono state testate circa 10.000 sostanze utilizzate dall’industria cosmetica per formulare i propri prodotti.
Coop -che da sempre non testa i propri cosmetici su animali- aderendo a questo standard si impegna ad utilizzare solo le materie prime già in commercio e ad impiegare nuove molecole solo se verificate con test alternativi; in questo modo Coop contribuisce attivamente alla riduzione della sperimentazione animale per le nuove molecole.
Lo Standard Internazionale è un'iniziativa unitaria delle cinquanta più importanti associazioni antivivisezioniste ed animaliste nel mondo; in Italia è gestito dalla LAV Lega Anti Vivisezione e gli impegni sono controllati da una società indipendente di auditing.

Da questo punto di vista la LAV ha stilato un accordo con ICEA, Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale unico ente riconosciuto per garantire la conformità delle aziende ai princìpi dello Standard Non Testato su Animali.

Proprio in seguito all'esito positivo della visita ispettiva da parte di ICEA, LAV inserirà Coop Italia nell’elenco ufficiale delle aziende conformi allo standard.

6 commenti:

pp ha detto...

Wake up comment: Come mai, per esempio, Coop non vende solo caffe' prodotti pagando i coltivatori in maniera equa (fair trade)? Sono gli animali da laboratorio piu' importanti o meno difesi dei coltivatori diretti in aree sottosviluppate?

eli ha detto...

Trovo gli interventi di questo tipo veramente spiacevoli.
Non credo che il miglioramento di una causa (anche se animalista) possa nuocere i diritti umani!

PP, troppe cclassifiche, troppa competizione, fanno male.
Relax...

pp ha detto...

eli, mi spiace aver toccato la tua sensibilita', ma io pensavo alle priorita', e le mie, credo si capisca, sono molto chiare. Mi stimola, se vuoi, di piu' quel che e' difficile. Non avercela con chi non la pensa allo stesso modo.

MB ha detto...

Ehi PP,
conosco le tue priorità ma, in assoluto, il rispetto e la protezione dell'ambiente e della natura e quindi degli animali é in assoluto una delle priorità.
O no?

pp ha detto...

Io sono un sempliciotto, e ho un volgare senso pratico che mi guida. Se mangio l'
hamburger non mi faccio troppi pensieri, se non che magari e' un po' troppo grasso. Se proprio devo preparare da mangiare, di certo preferisco le orecchiette con le cime di rape piuttosto che elaborarmi un hamburger vegetale (non mi interessa la forma quanto la sostanza). La Coop non ce l'ho sotto casa, quindi non so dire se sia una buona o cattiva ditta. Ho pero' l'impressione che a volte (forse mi sbaglio nel caso specifico) sia piu' facile proteggere il pelo del sedere dell'opossum piuttosto che salvare il culo ai nostri simili. Era un'idea provocatoria, e comunque un punto di vista differente. Non capisco perche' vedere questi fenomeni sotto un'ottica diversa debba essere degradato a "classificare" o, addirittura, "competere". Quando sono entrati i topolini in casa ho dovuto mettere delle trappole perche' ho dato priorita' alla nostra salute piuttosto che a quella dei topolini. Non ho cercato di "competere" con i topi, ho solo cercato, con dispiacere peraltro, di eliminarli da dentro casa.
Poiche' il blog si chiama "impronte digitali" ho creduto di lasciare la mia impronta, non quella degli animali che ho in giardino.
Non facciamo come gli anti-abortisti che quando trovano qualcuno a favore dell'aborto lo sopprimono, a tutto rispetto della vita.

aleph ha detto...

Priorita’ a parte, forse il punto non e’ quello di considerare piu’ importante la causa umana rispetto a quella animale: se un Essere (umano o animale) soffre, non si può mai restare indifferenti. Purtroppo la sofferenza rende uguali uomini e animali!