05 luglio 2005

Impronte


Anche venerdi scorso Lele decide di andare a spasso per le vie del centro di Bari. Lele è un tipo sveglio, ha 6 anni e non gli sfugge niente. Sa attraversare la strada, non si intromette nei fatti degli altri. Indossa una pettorina blu elettrico ed e’ suo vezzo tenere il capo reclinato a sinistra. Lele e’ uno Shar Pei!
Incontra un signore sulla cinquantina, che si preoccupa: “Perche’ vai in giro da solo? Ti sei smarrito! Andiamo a vedere se hai il microchip.”; allora il tizio prende una funicella, la assicura alla pettorina e lo conduce con se’.
Lele: “Sciocchino, ma non sai capirmi? Non mi sono sperso e nessuno mi ha dimenticato… Ma uno non puo’ andarsene a zonzo da solo!”, di tanto in tanto si impunta, arresta la marcia “t’ho detto che non voglio venire, stai sbagliando stradaaaa…”, ma poi il suo carattere mite e accomodante lo porta a seguire lo sconosciuto.
Lo sconosciuto pero’ forse non riesce a farsi seguire oltre Piazza Umberto e decide di chiamare rinforzi; nel frattempo assicura Lele ad un lampione e va a fare una telefonata ai vigili urbani! Tano, un giovane bull terrier, sta fecendo la consueta passeggiatina con il suo amico umano; vede Lele e gli va incontro per il solito scambio di annusatine. Chissa’ come, Tano capisce che la situazione di Lele e’ incresciosa, cosi, senza pensarci su due volte, ZAM! con un colpo secco delle sue potenti mascelle, taglia la corda; Lele e’ di nuovo libero!!!
Nel momento in cui il tale ritorna, forse sconfortato dal fatto che i vigili non possono intervenire (FFIUUUU!) o vedendo quella scena fuori del comune, decide di lasciar perdere.
Lele e’ ancora li, gironzola attorno alla mia Carlotta, sparisce dietro una siepe, infine riprende la sua passeggiatina. Alla fine ripercorre Via Sparano, attraversa corso Vittorio Emanuele e, raggiunto Largo Chiurlia, sparisce fra i vicoli di Bari Vecchia, la sua Bari Vecchia, si, perche’ Lele abita li.
Chissa’ se Lele ha il microchip, (e se non ce l’ha? ... cosa sarebbe accaduto una volta scoperto cio’?), e soprattutto chissa’ se quel pezzo di funicella rimasta attaccata alla pettorina blu di Lele, non faccia capire al partner umano di Lele la fondamentale necessità di donargli un’identita’.

N.B. Questa e’ una storia realmente accaduta, solo i nomi sono frutto d’invenzione!
Un ringraziamento speciale a Tano, pochi sanno essere cosi intuitivi e tempestivi.
A Lele, spero di incontrarti ancora; fedele e indipendente, come quasi nessun uomo sa essere!

4 commenti:

Lino ha detto...

che bel racconto! Complimenti all'autore ;)

lavette ha detto...

che bella storia, eli. e quanta meraviglia, per le storie belle e vere.
lele accomodante (chè il genere umano è strambo, eh!) e che si lascia trascinare.
tano l'eroe, risoluto e determinato.
tu e carlotta, a fare il tifo, silenziosamente, e infine scambiarvi uno sguardo complice (chè ce li facciamo gli sguardi complici con i nostri cani!)

un acquerello di sentimenti.

raccontacele tutte, le storie che sai!

eli ha detto...

Non tutte le storie sono belle, pero' possono diventarlo...
A proposito, due gattini ciechi cercano casa, qualcuno puo' aiutarmi?

antonio ha detto...

complimenti per la sua narrazione, mentre leggevo mi immaginavo d'esser io quel quadrupede che zampeggiava per l'affollatissima via sparano o per la variegata (nel senso di individui umani)piazza umberto;veramente complimenti peccato però che a me resta la nostalgia e la malinconia per non poter più tornare nella mia amata BARI .....alla sua prossima storia!