12 ottobre 2005

il silenzio

il silenzio delle cose non dette
il silenzio di quando non hai realmente niente da dire
il silenzio dei versi che hai scritto e non hai mai dedicato a nessuno
il silenzio dei versi che vorresti scrivere e dedicare a qualcuno
il silenzio di un abbraccio
il silenzio di un addio
il silenzio di un amico lontano
il silenzio di un amico perduto
il silenzio di un consiglio non dato
il silenzio della musica
quando ti entra dentro a tal punto che non la senti più
fa parte della tua vita
il silenzio di un libro che leggi in silenzio
il silenzio di tante parole dette per non dire niente
il silenzio di uno sguardo
il silenzio di chi ti sta accanto
il silenzio di una fotografia
il silenzio di un telefono che non squilla
il silenzio di una email che non arriva
il silenzio di una sola lacrima che scende
lentamente
seguendo il contorno del mio viso
il silenzio.
Quanto pesa il silenzio!
Oggi 12 ottobre dell'anno 2005

6 commenti:

pp ha detto...

MB, e' molto bello quello che scrivi, ma io trovo il silenzio molto affascinante. Non mi pesa per niente, anzi...

aleph ha detto...

E' vero PP, a volte e' affascinante, ma quando il silenzio non e' una tua scelta puo' anche uccidere!

lavette ha detto...

..mi viene in mente una frase dei baci perugina - non ridete! il bacio perugina è un potente antidepressivo - che diceva più o meno così:
..e ce ne stiamo abbracciati, senza parlare molto, forse nemmeno una parola..
descrive un po' quel tipo di silenzio complice, quello che unisce!

sorridi mb, almeno al pensiero che le mie lacrime non scendono mai singole e silenziose.. sono piuttosto una cascata urlante!

ganesha ha detto...

Il silenzio...quello che pesa, possiede un suono triste e malinconico.
Però le attese, le cose non dette, chi ti è accanto, chi senti perduto, fanno del silenzio un coro a mille voci che muta di intensità proporzionalmente alle diverse ore del giorno e che diventa, inevitabilmente poi, assordante.
Spesso, infatti, è meglio un silenzio parlante che un irragionevole e irrisoluto parlare.

pp ha detto...

Farla non puoi, la vita,
come vorresti? Almeno questo tenta
quanto piu' puoi: non la svilire troppo
nell'assiduo contatto della gente,
nell'assiduo gestire e nelle ciance.

Non la svilire a furia di recarla
cosi' sovente in giro, e con l'esporla
alla dissennatezza quotidiana
di commerci e rapporti,
sin che divenga una straniera uggiosa.

Quanto piu' puoi (Kavafis, traduzione di Filippo Maria Pontani)

A MB, con l'affetto di sempre

MB ha detto...

tks