08 novembre 2005

I poeti lavorano di notte

Al figlio di PP, a tutti i poeti e a tutti quelli che
non sanno di esserlo, ma che ci fanno
compagnia con le loro parole.

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere iddio.
ma i poeti nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

[Alda Merini da "Testamento", 1988]

1 commento:

pp ha detto...

"...E' vero che non vogliamo cambiare
il nostro inverno in estate,
è vero che i poeti ci fanno paura
perché i poeti accarezzano troppo le gobbe,
amano l'odore delle armi
e odiano la fine della giornata.
Perché i poeti aprono sempre la loro finestra
anche se noi diciamo che è
una finestra sbagliata..."

C. LOLLI, HO VISTO ANCHE DEGLI ZINGARI FELICI