13 marzo 2006

Tra Ieri e Domani

Ieri l’ennesima puntata dell’ormai famosissimo "Berlusconi Show", domani l’atteso duello tra le facce-da-manifesto più importanti, oggi non ci resta che “consolarci” con la lettura.
Ecco alcune frasi dall’articolo di Curzio Maltese ("I Monologhi del Cavaliere") pubblicato oggi su La Repubblica.

Che cosa succederebbe se per una volta Berlusconi dovesse affrontare un vero contraddittorio con un giornalista, come tutti i politici della terra? La domanda è vecchia di dieci anni. La risposta è arrivata ieri. Il premier in fuga dallo studio, il re nudo ormai ridotto ad abdicare dal regno televisivo.

L’unica colpa di Annunziata è d’aver sollevato di colpo, al cospetto del signor Berlusconi, alcuni dei molti argomenti che da un decennio i bravi cortigiani televisivi evitano con cura.

Poi è bastato che provasse ad interrompere uno dei suoi monologhi, Berlusconi ha perso la testa ed è uscito dallo studio furibondo.

E’ sorprendente che il Grande Comunicatore abbia commesso un errore tanto grossolano.

La destra è naturalmente insorta contro Lucia Annunziata e ha difeso il povero Cavaliere vittima del complotto di una giornalista “comunista”.

Questo Berlusconi non è in grado di affrontare un duello televisivo con regole, domande e risposte cronometrate.

L’ultima frase di Berlusconi, ormai fuoricampo è stata: “Da chi sarebbe controllata la Rai?”. Alla Marzullo, s’è fatto una domanda e s’è dato una risposta.


(Curzio Maltese)

Tutto d’accordo tranne su un punto… è davvero un errore del Grande Comunicatore? Ho la sua mente da showman ha programmato anche la conquista delle fasce più “deboli” con questo gesto di grande vittimismo?

2 commenti:

eli ha detto...

Che Berlusconi non fosse abituato alle domande l'avevamo capito; ma l'Annunziata invece di chiedergli spiegazioni su uno dei vari illeciti se ne esce con l'infantile "deve ritirare quel mi alzo e me ne vado"?

pp ha detto...

E' necessario capire come siamo finiti, qui e li', nell'incubo Bush e nell'incubo Berlusconi, rispettivamente. Due incubi, diversi ovviamente, ma con alcune matrici comuni di fondo. L'incombenza delle prossime elezioni in Italia ingigantisce il nightmare che la destra berlusconiana possa continuare quello che e' da molti percepito come lo sfasci della nazione italiana. Il grosso problema, per me che ho vissuto da sempre il sogno di centro-sinistra, e' che a sinistra c'e' poco da stare allegri. Mancano, qui come li', figure di spicco, intendo personaggi carismatici capaci di cogliere il consenso e la volonta' popolare ma anche di guidare una Nazione al di fuori dei problemi attuali con un coraggio di programmi che vadano ben al di la' dello sconfiggere Bush o Berlusconi. Ahime', vedo molto poco in giro, e finche' non verra' fuori qualcuno che voglia farsi davvero il culo per servire lo Stato e suoi costituenti dovremo penare ancora tanto. L'aspetto impressionante e' che persino in America il fattore della "accountability" (cioe', se non funzioni come governante vai via dalle palle) e' crollato sotto la pressione populistico-demagogica che la guerra in Iraq combatteva il terrorismo, una equazione tragicamente falsa, ma che ha regalato insieme alle fasce degli integralisti nostrani che non credono nel persorso della scienza un'incredibile vittoria al duo W-Dick...
L'accountability in Italia non esiste, i nostri governi hanno sfasciato a piacimento per piu' di 50 anni e nessuno se n'e' accorto (si fa per dire). Eppure basterebbe interrogare i terremotati nelle roulottes da piu' di 20 anni, o le varie fasce di analfabeti che ancora brillano nel Paese, forse basterebbe guardare un paio d'ore di televisione per capire dove siamo arrivati. In quel senso capisco lo sfogo di Umberto Eco, e la docile ironia del grande Enzo Biagi. Unico problema: chi li ascolta?